È praticamente impossibile iniziare a parlare di cinema Obsploitaion su questo blog senza un piccolo omaggio a
Nocturno, sulle cui pagine ho praticamente trascorso una dozzina d’anni della mia vita, leggendo ogni mese, con bramosia infantile, i meravigliosi articoli di
Manlio Gomarasca e di
Davide Pulici. Ed è proprio grazie a Nocturno che ho (ri)scoperto quell’amore per il cinema cosiddetto “di genere”, o cinema “bis”, così lontano dalle luci hollywoodiane o dal così definito cinema d’autore. Va da sé che un blog come Obsploitation non può prescindere da quelli che sono stati i canali di formazione di chi vi scrive e, quasi d’obbligo, è quindi iniziare da qui. Obspolitation è uno spazio che intende rendere omaggio al cinema e lo farà come è capace di fare, con forse poca competenza ma di sicuro con tanta passione. Il percorso di Obspolitation parte, come ho già scritto nel
post introduttivo, gettando uno sguardo al cinema italiano anni Settanta e lo fa oggi partendo da un film… che non esiste: il mitico
Maldoror di
Alberto Cavallone. Chi sa di cosa parlo, non potrà non sapere anche che quel poco che è disponibile in rete su Maldoror deve la sua esistenza alla rivista
Nocturno. Lo stesso Alberto Cavallone (1938-1997), regista e sceneggiatore italiano tra i più discussi, deve la memoria di sé alla rivista che, ormai da diversi anni, porta avanti un discorso di riscoperta del Cavallone uomo e del Cavallone regista.